| Sito ufficiale del Movimento dei Finanzieri Democratici per la smilitarizzazione, la sindacalizzazione e la regionalizzazione della Guardia di Finanza. Posta elettronica: ilmovimentofd@yahoo.it Finanzieri Democratici 2005 - All rights reserved - Redazione - |
|
|
Prima Pagina | Notizie | Articoli | Il Movimento | Caso Marchese | Foto | Link | Documenti | Posta |
RAPPRESENTANZA MILITARE E SINDACATI, CHISSA' SE IL MINISTRO BRUNETTA SI E' ACCORTO DI QUELLI CHE DA MOLTI VENGONO DEFINITI DEI VERI E PROPRI SPRECHI DI DENARO PUBBLICO |
Scritto da: MICHELE FORNICOLA - Votato 5.00 di 5, 1259 utenti che hanno votato. Anche se il Movimento dei Finanzieri Democratici non ha mai riconosciuto una valenza di utilità e di concretezza rappresentativa alla "Rappresentanza militare", proprio perchè un sindacato vero non potrebbe mai chiamarsi o qualificarsi con l'aggettivo "militare", quest'oggi abbiamo deciso di pubblicare una tra le numerosissime lettere che giungono alla nostra redazione e che ci ha particolarmente colpito per il suo contenuto: quella di Michele Fornicola, che integralmente vi alleghiamo. In questo periodo storico del Paese, dove tutti parlano di sicurezza e stringono la cinghia per l’evidente crisi che attanaglia ogni settore della società, forse non tutti sanno che in quello militare dove giustamente i tagli pesano in termini di efficienza e operatività, vi è una inutile struttura che assorbe 40 milioni di euro all’anno senza produrre assolutamente nulla. A differenza delle Organizzazioni sindacali, che comunque un peso più o meno importante lo hanno e riescono ad offrire tutela e garanzie ai lavoratori con visibili e concreti risultati, il nulla offerto dalla Rappresentanza militare (c.d. Cocer, Coir e Cobar) ai cittadini militari allo strabiliante costo di 40 milioni di €/anno appare un evidente spreco, non più sostenibile in questi tempi di vacche magre. Il motivo per cui questo sistema rappresentativo - che opera esclusivamente nel mondo militare essendo previsto dall’arcaica legge di Principio sulla Disciplina Militare (L. 382/78) - continua a resistere alle sempre maggiori spinte popolari che lo vorrebbero sostituire con un vero e proprio sindacato è facilmente spiegabile in un paese, come il nostro dove poltrone e vantaggi economici personali sono, in fondo in fondo, la motivazione per ogni cosa, e allo stesso tempo sono un eccezionale collante tra coloro che detengono il potere e quelli che, ben ricompensati, si prestano a ringhiare verso la massa; quella che dovrebbero rappresentare perché incidentalmente li ha eletti. Come tutti voi ben sapete qualsiasi Organizzazione Sindacale svolge le proprie attività autofinanziandosi con i proventi del tesseramento, contrariamente nell’ambito militare questo non avviene e tutte le spese vengono sostenute dalle già povere casse della Difesa. Parlando concretamente di quello che avviene esclusivamente nel mondo militare dovete sapere che con il DPR 163/2002 venne istituito il sistema di pagamento delle spese di missione c.d. "forfettaria" con lo scopo di essere alternativo al rimborso analitico delle spese di trasferta fuori sede ed omnicomprensivo della diaria giornaliera. Tale indennità, inizialmente di 100€ ogni 24 ore di missione, aveva l'obiettivo di far risparmiare l'Amministrazione nonché quello di semplificare le procedure amministrative di liquidazione dei certificati di viaggio. Successivamente, con il DPR 171/2007 tale rimborso è stato elevato a 110€ ogni 24 ore di missione ed è stata creata una nuova tipologia (miniforfettaria) di 50€ ogni 12 ore di missione. Sin qui la parte "normativa". Ma allora perche parlare si Sindacato, Rappresentanza militare e spese di missione? Quale è il nesso logico che lega questi termini? Semplice: Il Sindacato non costa alle casse dello Stato, La Rappresentanza militare si. Da subito la norma pocanzi citata ha costituito per i delegati COCER (in missione per ben 4 settimane al mese (ovvero sempre) un'ottima opportunità di facile guadagno mentre si è dimostrata poco utile per la stragrande maggioranza del personale militare che generalmente viene aggregato presso le strutture militari sia per il vitto che per l’alloggio. Per i "coceristi" o per quei delegati Coir e Cobar dove la competenza è Regionale è differente e col tempo hanno perfezionato alcuni meccanismi che permettono di ottenere considerevoli utili per l’attività di servizio svolta. Un secondo stipendio spesso molto consistente. Di seguito ne elencheremo alcuni ma bisogna intanto premettere che ogni "cocerista", nella peggiore delle ipotesi, ottiene ogni settimana 490€ di rimborso forfettario; 490 x 4 (settimane) = 1960€. Il calcolo, per difetto, tiene conto di quattro settimane di missione al mese, ognuna di quattro giorni + 12 ore di missione ma non è raro che l'attività dei "coceristi" sia di cinque giorni a settimana con un incremento di ulteriori 440€ mensili. Adesso con l’aiuto della fantasia proviamo a ricostruire i metodi più utilizzati: 1) Tre/quattro delegati affittano insieme un appartamento e ne condividono le spese. Bastano 600/700€ al mese per affittare in alcune aree di Roma dei comodi e pratici appartamenti. Ogni singolo spende 175€ per alloggiare. Anche le spese di esercizio (acqua, luce e gas) vengono ripartite. Il pasto meridiano, solitamente, viene consumato presso le mense militari al costo inferiore a 5€. La cena, di solito, prevede una pizza/panino e bibita (circa 10€) oppure la divisione delle spese per la preparazione di un pasto caldo presso l'appartamento. Ricapitolando: 175€ (affitto) + 25€ (esercizio) + 80€ (pranzi) + 160€ (cene); totale spese mensili: 440 €. Guadagno netto 1520€ 2) i delegati residenti nelle aree limitrofe a Roma, es. Viterbo, Tivoli, Colleferro, Velletri, Caserta, Napoli, etc. sono quelli che maggiormente ne traggono profitto. Infatti, ogni giorno con treni espressi o regionali in abbonamento rientrano tranquillamente presso le proprie abitazioni e non hanno necessità di affittare casa e di cenare fuori spendendo solo 80€ al mese per i pranzi + 240€ per le spese del viaggio; totale spese mensili: 320€. Guadagno netto: 1640€. 3) altri delegati optano per sistemazioni alloggiative di fortuna ovvero pensioni, ostelli, ricoveri religiosi (suore, frati salesiani, etc), foresterie militari (casa aviatore, casa del soldato, etc.) con una spesa massima giornaliera di 30€ per un totale di 480€ mensili per l'alloggio. Per il vitto spendono 60€ a settimana per un totale di 240€ al mese. Totale spese mensili: 720€. Guadagno netto: 1240€. 4) esiste anche qualche delegato con la passione del "camper" con il quale si risparmiano le spese di alloggiamento. Spese di vitto: 240€ mensili. Guadagno netto: 1720€. 5) esiste anche la tipologia dei delegati che alloggiano e mangiano presso parenti/amici residenti a Roma. Guadagno netto: 1960€. Giova precisare che il trattamento "forfettario" è riferito alle spese di vitto e alloggio e non alle spese di viaggio. La maggior parte dei delegati viaggia in aereo spendendo oltre 500€ di biglietto A/R con relativo accumulo di punti millemiglia per il rilascio di premi e/o biglietti gratis da utilizzare per i viaggi familiari. Le ultime notizie parlano di prevedere l'aumento dell'indennità di missione oraria da 6€/ora di viaggio ad 8€ e la sua cumulabilità con la forfettaria. Questo sarebbe un altro introito (mediamente 70/100€ in pù' ogni settimana) per i coceristi. Infine i delegati sono percettori del cosiddetto gettone di presenza e dell'eventuale straordinario svolto. Ovviamente le metodologie per guadagnare qualche soldino in più con il bene placido delle gerarchie militari sopra elencate potrebbero essere il frutto di una pura invenzione o di una mia fervida fantasia. Soventemente, però, mi giungono voci di insistenti indagini giudiziarie su queste speculazioni economiche che alcuni architettano nel apparente rispetto delle norme o nella convinzione che il loro mandato di rappresentanza deve essere lautamente ricompensato come ad esempio con trasferimenti “ad hoc” che consentano al povero delegato in servizio a Roma di essere spostato magari verso Napoli cosi da permettergli di percepire l’indennità di trasferimento più l’indennità di missione “forfettaria” e il normale stipendio così da poter tranquillamente e comodamente fare il pendolare. Purtroppo questi facili guadagni di alcuni hanno un costo che soventemente, oltre a tradursi nel più totale disinteresse per le problematiche che affliggono personale rappresentato, rende inesistente lo stesso strumento rappresentativo finendo con farlo divenire un paravento semmai idoneo a soddisfare gli umori e le velleità di un vertice militare e politico a cui rivolgere, sempre e in ogni occasione, ampie rassicurazioni che la truppa è contenta e felice della sua condizione. | ||||
| Finanzieri Democratici All rights reserved. Powered by: Kreativamente.3go.it - February 9, 2010 - 6:21 am - Visite Totali Nr. | |||||