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ASSEMBLEA SULL'AMIANTO ALLA STAZIONE MARITTIMA DI TRIESTE:"IL RILASCIO DEL CURRICULUM LAVORATIVO E' UN ATTO DOVUTO" |
Scritto da: Lorenzo Lorusso - Votato 5.00 di 5, 1207 utenti che hanno votato. Assemblea sull'amianto alla Stazione Marittima di Trieste «Il rilascio del curriculum lavorativo è un atto dovuto e non una concessione» di Lorenzo Lorusso (Trieste, 14.01.2009) Tour de force, quest'oggi, per l'Avvocato Ezio Bonanni di Latina: mattinata in tribunale per patrocinare gli esposti all'amianto del Friuli Venezia Giulia nella causa intentata per il riconoscimento dei diritti sanciti dalla legge 257/1992 (ma non solo da questa), mentre nel pomeriggio ha partecipato al dibattito indetto dall'A.E.A. (Associazione Esposti Amianto) alla Stazione Marittima Sala Oceania. Un'assemblea riservata ai soci - ma che ha visto anche la partecipazione della stampa non solo locale - la quale si è prorogata fino alle 18.00 a causa dei numerosi interventi susseguitisi, mattatore instancabile è stato proprio l'Avvocato Bonanni, che molti giornalisti (e non solo) hanno già definito la spina nel fianco di INPS ed INAIL. Bonanni ha subito precisato come i lavoratori, che sono stati esposti o hanno manipolato l'amianto, abbiano diritto «non ad una concessione», «non ad un beneficio», ma ad un vero e proprio «risarcimento contributivo». «Non ci fermeranno facilmente», ha proseguito in maniera determinata Bonanni, «percorreremo tutte le strade percorribili», «io non ho scheletri nell'armadio e pertanto non sono ricattabile». E così, dopo un escursus tecnico-storico sull'evolusione dell'asbestosi e delle leggi che dovrebbero sancire il dovuto riconoscimento per i lavoratori i quali vi sono stati esposti, in primis la nostra amata ma poco applicata Costituzione, l'Avvocato ha denunciato pubblicamente l'ostruzionismo posto in essere da alcuni enti pubblici statali, che dovrebbero invece tutelare la salute di chi ha operato senza le necessarie e dovute condizioni di tutela. Una visione "miope" «quella dei vertici di alcuni enti», che sembrano quasi vedere un «nemico» nella persona esposta all'amianto. «Ma noi non faremo la guerra all'INPS, all'INAIL o ad altri enti - ha precisato Bonanni - noi cerchiamo il dialogo con tutti e non la belligeranza». «E' assurdo - ha chiosato l'Avvocato - che mentre la Regione FVG istituisce un registro degli esposti all'amianto gli atri enti negano che questa esposizione ci sia stata con conseguenze anche letali in alcuni casi, un vero e proprio controsenso». «Ed ora cosa farà la Regione, si costituirà nei processi insieme a noi (a favore dei lavoratori) oppuire se ne laverà le mani (come fece Ponzio Pilato, n.d.r.)?». Sempre pertinenti ed attenti sono stati altresì gli interventi di Aurelio Pischianz, presidente dell'A.E.A. del FVG, il quale ha evidenziato come un quotidiano locale ha pubblicato la notizia, di non poco conto, di fondi destinati alle vittime dell'amianto i quali hanno preso poi altre strade. Sembrerebbe addirittura che molto di questo denaro sia stato inspiegabilmente investito nella rimozione della spazzatura dal capoluogo di regione partenopeo. Una notizia che ha lasciato tutti senza parole, qualunque commento sembra anche a noi superfluo. Commovente - quasi a fine dibattito - è stata la testimonianza di una delle vedove presenti, dopo la morte per mesotelioma pleurico del giovane marito (aveva solo 46 anni) i figli hanno manifestato dei seri problemi di ripresa delle normali attività di vita, lo shock è stato dirompente per la salute di due ragazzi in età scolare. Ma la signora denuncia: «Non ho ricevuto alcun aiuto dalle autorità preposte», lasciando un velo di commozione e di rabbia dovuta all'impotenza in tutta la sala. All'assemblea hanno presenziato anche alcuni Vigili del Fuoco, taluni agenti della Polizia di Stato ed alcuni esponenti dei Finanzieri Democratici. L'Avvocato, rivolgendosi a loro, ha precisato che ciò che vale per i dipendenti privati vale anche per quelli pubblici, essendo tutti dei lavoratori hanno gli stessi diritti. E così Bonanni fa intendere alla sala che anche il rilascio del "curriculum lavorativo" è un atto dovuto e non una concessione o una regalia. Già! Qui non si questua ma si chiede con molta dignità tutto quanto compete.
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